Auro Bulbarelli

Auro Bulbarelli, figlio d’autore dello storico direttore de La Gazzetta di Mantova, nasce nel capoluogo virgiliano il 20 settembre 1970; si fa notare per la competenza e la sua preparazione culturale divenendo ben presto giornalista della Rai.
Inizia seguendo il Giro d’Italia 1991 come inviato della catena editoriale Finegil; viene poi assunto alla RAI, inserito nella redazione regionale della Lombardia, si è occupato di cronaca nera, giudiziaria e di sport a livello regionale.
Nel 1996 viene trasferito alla Testata Giornalistica Sportiva, dove si occupa di varie discipline sportive quali il ciclismo, il calcio, la Formula uno e il biliardo.
Nel 1998 quando il Giro d’Italia è tornato ad essere trasmesso dalla Rai, ha seguito le tappe in moto in qualità di inviato-telecronista. Nel 1999 ha commentato in diretta la Vuelta a España come prima voce; nel 2000 il Tour de France e nel 2001 il Giro d’Italia, sostituendo l’indimenticato Adriano De Zan, che sarebbe venuto a mancare qualche mese più tardi, nell’agosto del 2001.
Affiancato da sempre a Davide Cassani, forma con il romagnolo una coppia formidabile, che rappresenta un mix perfetto tra competenza tecnico-sportiva e cultura generale, utile per condire di nozioni interessanti le lunghe dirette tipiche del ciclismo.
Giornalista preciso e particolarmente competente è legato allo sport a cinque cerchi avendo partecipato a ben 3 edizioni olimpiche dal 2000 ad oggi: è stato presente ad Atene nel 2004, dove potè commentare il successo di Paolo Bettini nella prova in linea, ha seguito le gare di salto con gli sci in quelle invernali di Torino nel 2006 e, lo scorso anno, non ha fatto mancare la sua voce dall’appuntamento di Pechino.
Oggi per la RAI segue tutte le principali gare di ciclismo, dalle classiche di primavera, ai grandi appuntamenti come il Giro d’Italia e il Tour de France per finire con i Campionati del Mondo e le gare olimpiche di ciclismo su strada.